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Andante con … Bus

"Andante con … Bus" è un servizio per la città di Roma
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lettera aperta

Cari Amici di Andante con...bus,

il 4 dicembre 2008, esattamente 13 mesi fa,  gli Assessori del Comune di Roma, Marchi e Croppi, preposti rispettivamente al traffico e alla cultura, hanno indirizzato a tutti i Presidenti di Municipio e a tutti i Teatri di Roma una lettera che avrebbe potuto aprire una nuova fase nella vita teatrale romana. E non solo teatrale, va aggiunto, visto che Andante con...bus, è, o meglio era, la- soluzione-per-la-mobilità-del-tempo-libero.

Si trattava di un documento molto promettente ed impegnativo che dimostrava l' intenzione del Comune, ai suoi massimi livelli, di rivolgere al settore teatrale un'attenzione di nuovo tipo: non le solite o, almeno, non solo le solite provvidenze  economiche che, a quanto si è letto dopo la famosa provocazione di Alessandro Baricco, sembra siano l'unico obiettivo al quale mira la gran parte dei dirigenti dei teatri romani.

La lettera mostrava l'intenzione di voler cominciare ad affrontare i problemi del teatro a partire da quello cruciale: la progressiva rarefazione del suo pubblico, determinata in primo luogo, come tutti sappiamo,  dalla difficoltà di muoversi liberamente in città.

Ad un così evidente segno di attenzione, reso ancora più rimarchevole dalla firma congiunta apposta dai due Assessori, hanno risposto, incredibile a dirsi,  due soli teatri.

Un esito così deludente non poteva altro che indurmi ad abbandonare l' impresa.

Tengo tuttavia a dichiarare che se getto la spugna non è certo perché l'idea si sia dimostrata sballata. Azzardo a dire che la formula, almeno nella fase finale del suo funzionamento, era arrivata ad un pregevole grado di perfezione.

Il monitoraggio dell'attività, effettuato dall'ATAC nel corso dei tre anni durante i quali il servizio è stato attivo, dimostra senza ombra di dubbio che le sue potenzialità avrebbero presto permesso al servizio di autofinanziarsi con sicuro vantaggio non solo degli spettatori ma anche degli stessi  teatri che, con i maggiori incassi, potrebbero colmare, almeno in parte e nel modo più consono, le proprie esigenze di bilancio.

Se non fosse mancata  la disponibilità dei teatri il servizio, una volta esteso a tutti i Municipi della Città, avrebbe incrementato le presenze di non meno di 150.000 unità per ogni stagione teatrale.

Come dicevo sopra, L'unico teatro che si è affrettato a rispondere, dimostrando così di aver compreso ed apprezzato le potenzialità del servizio, è stato il Teatro Eliseo. Un segno di interesse è venuto qualche mese dopo, dal Teatro Valle.
Per il resto, assoluto silenzio, sia degli altri Teatri che dai Municipi.
E silenzio sia.
A meno che quanti ora sanno di dover rinunciare senza ragione ad un servizio che avrebbe loro permesso di  frequentare comodamente il teatro, non vogliano chiedere conto di questa incomprensibile,  ma anche emblematica, vicenda romana.






 

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